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Lo scrittore di Molinella, Roberto Raisi e i gialli ispirati dai concittadini

I casi da risolvere si intrecciano quasi sempre con i personaggi della bottega di Molinella con la scritta "Monte Citorio"del barbiere Enrico Roncarati,e immancabilmente c'è il parere dell'esperto,l'ingegnere Gianni Passerini,e poi tutta la gente del paese che diventa protagonista del giallo con foto e spesso anche con i nomi e cognomi reali. L'idea di utilizzare gli amici come protagonisti dei suoi libri è di Roberto Raisi,51 anni, agente di commercio ma anche scrittore di guide gastronomiche  e gialli di discreto successo. « La caratteristica principale dei miei romanzi -spiega Raisi - è quella di essere "custom made"ovvero su misura. L'idea infatti,parte dalle persone, che hanno prestato il loro nome e cognome e il proprio volto ai personaggi immaginari,comparendo così nelle foto pubblicate all'interno del libro. E' il racconto che li rende diversi dalla vita quotidiana,trasformandoli negli attori e nelle attrici di una storia completamente inventata »

Dalle guide gastronomiche ai gialli ,il passo per Raisi è stato breve: «Decisamente tutto è iniziato per caso -racconta- :la "molla" è stata la mia grande passione per il cibo,il buon vino e la buona compagnia. Qualche anno fa ho deciso di scrivere una guida gastronomica molto particolare in cui ho elencato le trattorie e i ristoranti che ho frequentato nella mia professione da girovago. Poi,come si suol dire,la fame vien mangiando,così mi sono detto:"E se scrivessi un bel gialettino?" » La scoperta di un gusto descrittivo per gli aneddoti dei posti, delle trattorie, delle persone, per trame fondamentalmente comiche, pur se venate da nostalgia goliardica,ha "lanciato" Raisi come scrittore. «In uno dei miei romanzi ruota attorno alla vera bottega del barbiere di Molinella detta "Monte Citorio".La Biblioteca di Brugherio per la rassegna"Giallo Ridens" ha paragonato i miei gialli a quelli di Marco Malvaldi, per me è un onore e una grandissima soddisfazione. Anche se, agli scrittori non piace essere paragonati a nessuno, io, in questo caso è un paragone che accetto molto volentieri. C'è un filo rosso che congiunge tutti i racconti e il fatto che i personaggi siano veri e riconoscibili incuriosisce.»

Dalla cucina ai gialli, un bel salto,ma anche Poirot era un gourmet: «Non credo di aver fatto nulla di straordinario, ho solo dato voce con i miei libri alle persone della Bassa. Ho fotografato e pubblicato nel libro personaggi reali,autentici,che esistono veramente e li ho utilizzati nel racconto con i loro nomi e cognomi. Sono gli amici di Molinella,da cui sono partito connotandoli di fantasia in un mix in cui la realtà e finzione sono imprescindibili :a volte sono loro, con vizi e virtù reali,a volte ne ho snaturato il carattere,perché, ad un certo punto,tu capisci,non potevano essere tutti buoni. Ci doveva pur essere l'assasino,l'ambizioso,il cattivo,insomma. E pi i miei gialli sono semiseri e umoristici, non potevo rimanere fedele alla realtà »

Dal giallo al giallo, il prossimo lavoro ?: «Il nuovo giallo l'ho già terminato, ora è nelle mani sapienti della Dottoressa Piera Cipriani, la mia Editor.Vi posso solo dire il titolo "Un paese pieno di Gatti". Spero possa uscire a breve. »

Credit: Matteo Radogna

 





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